Abbiamo trovato la Polizza LTC ideale

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Secondo alcuni la fine dell'estate rappresenta la reale conclusione dell’anno, infatti si ritorna dalle vacanze estive con la valigia piena di energia e uno sguardo più fresco e dinamico sulle cose di tutti i giorni.

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Settembre è il momento in cui si riparte e noi ripartiamo con una super novità: abbiamo trovato la polizza LTC ideale!

L’entusiasmo accompagna il rientro a casa e quella sensazione di tranquillità dettata dalla certezza che si possa riprendere una routine armoniosa ed equilibrata! Con l’arrivo di settembre ci si ritrova puntualmente a fare un bilancio sulla qualità di vita dei mesi precedenti e si scrivono i buoni propositi per quelli a venire.

Noi ci eravamo prefissati un unico grande proposito, cioè la #tootela della nostra community e di tutte le persone a cui vogliamo bene attraverso la prevenzione e la protezione. Questo rientro dalle vacanze è stato davvero speciale e siamo così elettrizzati da voler subito condividere con voi le buone notizie: abbiamo individuato una soluzione che ha superato le nostre aspettative!!

Le novità sono più entusiasmanti se condivise e vogliamo festeggiare questo (piccolo-grande) traguardo con tutta la nostra community perché se abbiamo trovato la polizza ltc ideale per tutelare il futuro anche grazie al vostro sostegno!

Come siamo arrivati alla polizza LTC ideale

Negli ultimi mesi la non autosufficienza è stato uno degli argomenti centrali nella ricerca di soluzioni per la salute ed il benessere dell’intera popolazione italiana.

Sul nostro blog ne abbiamo parlato a lungo, riassumendo cosa si intenda per non autosufficienza, introducendo la mutualità come approccio innovativo riservato alla non autosufficienza, scoprendo con Lorenzo D’Andrea – fondatore di ISAV- l’importanza della figura del caregiver e provando a capire insieme cosa copre una polizza LTC.

Ma se volessi avere un quadro completo sulla questione della non autosufficienza abbiamo pensato di raccogliere altre informazioni utili qui:

  • la Camera dei Deputati offre una panoramica chiara attraverso le “Politiche per la non autosufficienza e la disabilità”;
  • Franco Pesaresi sul Sole24Ore racconta in modo semplice ma accurato il “Network non autosufficienza (Nna)” e le sfide per il prossimo futuro;
  • se sei alla guida di un’impresa o semplicemente ti interessa capire quali dovrebbero essere i punti focali per garantire il welfare anche a livello aziendale, puoi trovare dati utili nel Rapporto 2020 realizzato da Welfare Index PMI.

In generale è emerso chiaramente in questi mesi che:

  • i costi che comporta la non autosufficienza iniziano ad essere sentiti come ostacolo da una comunità in continuo aumento;
  • è sempre più evidente che lo Stato non riesca a farsi totalmente carico di tali costi e, di conseguenza, il problema finisca per gravare sul bilancio delle singole famiglie;
  • a livello nazionale, in seguito alla pandemia del 2020, è stata ripresa una riforma introdotta oltre 90 anni fa in Italia e sembra esserci una concreta volontà di miglioramento che accompagna il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La non autosufficienza oggi in Italia

Le proposte legate al Pnnr sembrano spingere fortemente l’attenzione verso la non autosufficienza, tuttavia l’esito non è così scontato e prevedibile. Per tale ragione le organizzazioni della società civile hanno deciso di rinnovare l’impegno messo in campo per il PNRR con la nascita del “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” il 20 luglio 2021.

Al suo interno il Patto prevede una riforma organica dell’assistenza alle persone non autosufficienti chiedendo al Governo, i cui interlocutori diretti sul tema sono Ministri Orlando e Speranza, di rispettare cinque impegni differenti ma coerenti tra loro.

Le prospettive del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza

Sorge spontaneo domandarsi quali siano le prospettive di questa riforma a cui per il momento hanno aderito più di 30 realtà della società civile italiana. Vediamo insieme cosa ci aspetta:

  • Fare la storia. Il criterio di partenza è la ridefinizione delle condizioni per la modifica non solo formale, ma sostanziale e concreta degli interventi legati alla non autosufficienza. In che modo? Attraverso la modifica strutturale del settore seguendo i modelli di altri paesi europei e andando a realizzare le azioni su diversi settori, dal sanitario, al sociale, all’economico.
  • Superare la frammentazione. La prima azione concreta è la promozione di un approccio unitario che incentivi la cooperazione tra sanità e welfare. L’obiettivo è rendere più facilmente accessibili ad ogni cittadino diverse tipologie di servizi alla persona, dalla progettazione e all’erogazione.
  • Riconoscere la specificità della non autosufficienza. In fase di definizione sarà importante non tralasciare alcun aspetto, comprese le condizioni di quelle categorie meno tutelate, come ad esempio gli anziani, ma anche i lavoratori autonomi, e molti altri. In questo modo si punta a ridurre e, progressivamente, annullare la differenza nell’erogazione dei servizi e garantire risposte eterogenee.
  • Investire per cambiare. Successivamente alla chiarificazione delle singole task è fondamentale innovare le soluzioni ed incrementare i finanziamenti pubblici dedicati alla non autosufficienza, sia per i servizi domiciliari, sia per quelli residenziali.
  • Connettere interventi transitori e riforma. Non cadere negli errori del passato e rimanere fossilizzati troppo a lungo sulla fase teorica, ma avviare un’azione precisa e funzionale che abbia un perimetro chiaro e definito.

Aspettando il 2023 abbiamo trovato la polizza ltc ideale

Il Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza sembra essere la strada giusta tesa al raggiungimento di obiettivi più inclusivi, tuttavia l’iter di approvazione della proposta di riforma ha delle tempistiche che non si possono definire brevi. Infatti, se tale proposta dovesse essere approvata dal Governo, a partire dal 2023 potremo osservare dei cambiamenti interessanti anche nell’ambito della non autosufficienza. E nel frattempo?

Ti abbiamo raccontato numerose volte che il numero di persone non autosufficienti ha raggiunto quasi i 3 milioni di abitanti in Italia e sia destinato a raddoppiare entro il 2030, questi dati sono importanti perché consentono di comprendere che per proteggere il nostro futuro e quello delle persone a cui vogliamo bene bisogna cominciare il prima possibile.

In attesa dell’approvazione della riforma, noi di Tootela abbiamo lavorato a lungo durante il periodo estivo per trovare una soluzione che soddisfacesse tutti i requisiti prefissati in fase di avvio.

Oggi possiamo dire non solo di averla trovata, ma anche di esserci superati!!

Avevamo ipotizzato come soluzione di partenza la mutualità perché permette alle persone di tutelarsi insieme ai propri cari e a chi si vuole bene, ma anche perché racconta l’idea di un’assistenza sociale più vicina e concreta. Siamo riusciti a trovare un partner che condivide e sostiene come noi il principio della mutualità. Ma c’è molto di più! Di fronte ad una soluzione ideale così vantaggiosa e accessibile stiamo cercando di capire, noi per primi, se sia sogno o realtà.

Vorremmo raccontarti di più e condividere tutti i dettagli, vorremmo anche sapere cosa ne pensi e capire insieme come continuare a soddisfare le tue esigenze. Fremiamo dalla voglia!

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