Cosa vuol dire welfare oggi?

futuro persone
Il welfare è un fortemente diffuso e fondamentale nella nostra vita, lo sapevi? Tootela ha individuato una prima soluzione per migliorare la qualità di vita attraverso un sistema di welfare diffuso.

Indice dell'articolo

Quest’anno abbiamo sentito molto parlare di welfare, ma prima di capire come si possa fare welfare è necessario comprendere cosa vuol dire welfare oggi. Grazie all’esperienza di Tootela, possiamo raccontarti cosa sicuramente non è il welfare: non è un trend di moda, non va confuso con il well being e non è un concetto di natura astratta ed esterna.

Il welfare riguarda l’attenzione che hai verso te stesso e gli altri, agisce attraverso il coinvolgimento e la motivazione e individua una visione comune. Pur non conoscendo necessariamente la definizione di welfare, potresti accorgerti che la sua diffusione è un aspetto presente e fondamentale nella tua vita. Basta pensare alle condizioni lavorative che desideri per sentirti tutelato, o alla necessità di sapere i tuoi cari protetti e in buona salute, o ancora alle aspettative che riservi per il benessere e l’educazione dei tuoi figli.

Cos’è un sistema di welfare

Il termine welfare deriva dall’inglese e significa stato sociale di benessere, nel corso degli anni questo concetto è cambiato ed è evoluto. Se in passato “stare bene” si associava ad una ricostruzione fisica dell’anatomia dei Paesi, oggi quando si pensa al welfare si fa riferimento prima di tutto ad una forma di prevenzione che mira ad anticipare i futuri bisogni e ricerca soluzioni attuabili concretamente e in forma collaborativa.

Il welfare nasce dalla cura che poniamo verso noi stessi e la nostra comunità. I concetti di cura, tutela e ricerca di una maggiore sicurezza devono aprirsi ad un’ottica nuova e flessibile in cui alla salute fisica e alla prevenzione medica si legano le tutele assicurative. Queste ultime consentono non solo di gestire gli aspetti ordinari della salute (peso, tonicità, visite periodiche, etc), ma permettono anche di conoscere tutte i rischi potenziali a cui si potrebbe andare incontro e sapere in anticipo come prevenirli, adottando uno stile di vita corretto

Quattro aspetti da migliorare per uno stato di welfare comune

Ti abbiamo anticipato che uno dei problemi più consistenti e attuali in Italia e nel resto del mondo è rappresentato dalla non autosufficienza e tra le cause rientra anche il fatto che se ne parli in maniera poco chiara. Tuttavia non è l’unica condizione che potrebbe compromettere il nostro futuro. Sono almeno 4 le problematiche che avrebbero una soluzione immediata tesa a migliorare il benessere dell’intera popolazione e sono estremamente attuali, ad esempio il blocco dei licenziamenti o il Pnrr. Ma vediamole assieme.

Non autosufficienza

Sappiamo che la non autosufficienza non è un’ipotesi, infatti entro il 2030 un italiano su dodici sarà non autosufficiente, ovvero la questione riguarderà circa 5 milioni della popolazione italiana. Perseguire politiche di welfare sociale potrebbe essere un metodo non solo per consentire a chiunque di non trovarsi impreparato di fronte alla condizione di non autosufficienza, ma anche per garantire il benessere di chi si troverà dall’altra parte.

Fino ad ora abbiamo sempre guardato alla non autosufficienza dal punto di vista di chi subisce il problema. Tuttavia nel nostro Paese esiste una “comunità di invisibili” che sostiene il welfare: secondo i dati Istat nel 2018 in media erano in 12 milioni 746 mila (34,6%) i soggetti che ricoprivano il ruolo di caregiver, cioè di persone che assistono e aiutano familiari e affetti caratterizzati da uno stato di incapacità.

Hai mai pensato che attraverso un sistema di welfare accessibile e inclusivo potremmo trarre beneficio tutti?

Well being non è welfare

Il miglioramento degli equilibri interni in un’azienda è funzionale alla vita dell’azienda stessa; per raggiungere ottimi risultati, un buon approccio è offrire il miglior welfare ai propri dipendenti. La tendenza attuale porta a generare confusione tra il concetto di welfare e quello di well being. Si tratta di una pratica molto diffusa internamente alle grandi aziende che prevede l’introduzione di un sistema di prestazioni non monetarie a sostegno del dipendente. Alcuni esempi sono:

  • buoni per la spesa;
  • copertura spese esami specialistici;
  • servizi di assistenza all’infanzia;
  • rimborso spese carburante;
  • sconti per attività sportive e culturali.

Il well being è una buona tendenza se attuata a completamento delle politiche di welfare, tuttavia per fare e comunicare welfare non basta accontentarsi di informare i propri i dipendenti e dotarli di alcuni benefit materiali. Si dovrebbe cercare un coinvolgimento basato sulla condivisione di valori e obiettivi, al di là del semplice rapporto lavorativo. Il punto di partenza è dato dalla chiarificazione di cosa voglia dire welfare e di quanto sia importante pensare insieme soluzioni di welfare diffuse.

Pnrr

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza prevede che 3 miliardi e mezzo di finanziamenti europei vengano investiti per il rilancio dell’assistenza agli over 65, la riconversione delle Rsa in appartamenti autonomi e l’aumento dei servizi sociali dedicati agli anziani che non vivono nei grandi centri abitati. A queste azioni seguirà poi una legge di riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, da adottare entro la primavera del 2023. 

L’obiettivo è garantire autonomia e benessere alle persone anziane. Anche in questo caso però restano escluse numerose categorie che potrebbero ugualmente incorrere in problematiche analoghe. Quali sono le garanzie a tutela di quelle fasce di popolazione? Inoltre la certezza dell’attuazione, non garantisce certezza sulle tempistiche che potrebbero subire una variazione per numerosi motivi e, quindi, rallentare l’effettiva operatività delle norme che verranno emesse.

Blocco dei licenziamenti

Siamo a ridosso della preannunciata scadenza del Recovery Plan, ma la ripresa del sistema economico italiano è lenta e faticosa. Dal mese di giugno le grandi imprese e l’industria edilizia avrebbero dovuto sbloccare per legge il divieto di licenziare, dal mese di ottobre dovrebbe scadere il divieto anche per le piccole-medie imprese (PMI).

Il decreto Sostegni bis ha ottenuto però una revisione secondo cui è confermato che il blocco dei licenziamenti sarà prorogato solo per le aziende dei settori tessile, calzaturiero e della moda, che potranno usufruire di ulteriori 17 settimane di “cassa integrazione Covid-19”. Inoltre le aziende in crisi appartenenti ad altri settori, qualora abbiano esaurito tutti gli ammortizzatori sociali, potranno ricorrere ad altre 13 settimane di “cassa integrazione straordinaria” a patto di non licenziare.

Cosa accadrà a tutti quei lavoratori che non rientranno in queste fascia? Quali sono le misure di protezione e tutela per coloro che non avranno diritto alla Cassa integrazione straordinaria o dovuta al Covid-19 o che non lavorano per aziende in grado di garantire loro una copertura completa? Un welfare diffuso consentirebbe di uniformare le misure per la prevenzione e la cura di tutti i cittadini.

Una soluzione a diversi problemi

Tootela consente di accedere a nuove soluzioni che possano essere condivise con altre persone con uguali o differenti esigenze ma sempre alla ricerca di stabilità ed equilibrio.

La parola welfare oggi è mutata nel suo significato e nella sua applicazione alla vita quotidiana, ciò che rimane è la necessità di creare una cassetta degli attrezzi con una serie di strumenti di protezione sociale e comunitaria. Il modo migliore per farlo è raccogliere tutti gli strumenti di cui siamo già in possesso e provare a renderli adatti ai nuovi bisogni che sono emersi in questo momento storico, come ad esempio la nuova routine casalinga dello smart working o la ripopolazione delle periferie e dei piccoli paesini dislocati.

I protagonisti di questa rivoluzione sono sempre le persone.

Tootela ha individuato una prima soluzione grazie alla quale superare i problemi legati al cambiamento dello stile di vita generale degli ultimi due anni. La soluzione è la polizza LTC, il modo migliore per ottenerla è insieme unendo energie e condividendo valori.

La sfida che abbiamo scelto è legata alla necessità di un aggiornamento costante della nostra comunità, alla trasformazione delle proposte contrattuali in documentazioni chiare, semplici ed immediate, ma anche al raggiungimento di una mutualità condivisa senza barriere all’ingresso.

Tu sei pronto a questa sfida?

Iscriviti anche tu alla community di Tootela!

Registrati alla nostra Newsletter e ricevi subito un buono Amazon da €6 di Benvenuto.

Fai sentire la tua voce!

Partecipa alla prima indagine sulla Non Autosufficienza e unisciti a Tootela.
La tua voce è importante!​