Piccolo vademecum per caregiver

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Durante la nostra intervista con Lorenzo D'Andrea, fondatore di ISAV, è emersa la grande difficoltà che hanno i caregiver nell'orientarsi in questa dimensione nuova. Così abbiamo pensato di raccogliere alcune indicazioni utili in un "Vademecum per caregivers”.

Indice dell'articolo

Grazie all’intensa chiacchierata con Lorenzo D’Andrea, fondatore di ISAV, abbiamo avuto conferma che per prevenire situazioni di difficoltà in presenza di non autosufficienza bisogna considerare non solo la persona affetta dal problema ma anche coloro che le stanno attorno, in particolar modo quando questi soggetti ricoprono il ruolo del caregiver.

Durante la nostra intervista è emersa la grande difficoltà che riscontrano le persone, qualora assumano il ruolo del caregiver familiare, nel comprendere a chi rivolgersi quando si presentano nuove esigenze.

Da questo bisogno è nata l’idea di raccogliere le prime informazioni utili ad orientarsi nel mondo del caregiving secondo Tootela, così da avere sempre a portata di mano un piccolo “Vademecum per caregiver”.

Cosa significa essere caregiver?

Lorenzo D’Andrea ci aveva raccontato che “Nella maggior parte dei casi, chi si trova a diventare caregiver non è consapevole di cosa implichi questo ruolo e, spesso, ignora che il caregiving richiede uno sforzo anche dal punto di vista psicologico perché ci si riversa al 100% su un’altra persona”.

Un caregiver deve sapersi interfacciare con la persona non autosufficiente, deve saper ascoltare il soggetto di cui si prende cura e deve anche essere in grado di intercettare e comprendere le esigenze e le volontà dell’altra persona. Inoltre al caregiver è richiesta la capacità di instaurare un rapporto di fiducia con chi sta tutelando, ma allo stesso tempo dovrebbe riuscire a prendersi cura di sé, per evitare di incorrere in situazioni di burn out.

Sono numerose le capacità da sviluppare quando si ricopre il ruolo di caregiver e sono tante le attenzioni richieste verso la persona non autosufficiente, verso sé stessi e verso l’ambiente circostante. Per non trovarsi impreparati, Tootela ha raccolto alcune tips utili nel Vademecum per caregiver.

Consapevolezza del ruolo

Il caregiver è una figura capace di prendersi cura fisicamente del non autosufficiente e di sostenerlo sul piano emotivo. Quando si è in presenza di una persona non autosufficiente bisogna considerare la possibilità di un progressivo cambiamento nella gestione delle funzioni e la conseguente riorganizzazione della vita.

Il caregiver dovrà essere preparato a fronteggiare anche l’impatto emotivo che le varie trasformazioni produrranno sulla persona non autosufficiente e di cui ti abbiamo parlato più approfonditamente qui.

Chi può ricoprire il ruolo del caregiver?

In termini pratici abbiamo già raccontato chi è il caregiver.

Può esserti utile sapere che questa figura è riconosciuta all’interno della “Legge di bilancio 2018” (L. n. 205 del 27 dicembre 2017) che definisce un caregiver familiare come colui che “si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto, di un familiare o di un affine entro il secondo grado”; inoltre sono riconosciuti come caregivers anche coloro che (L. n. 104/1992) si prendono cura “di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata”.

Queste informazioni sono molto importanti perché sapere di essere riconosciuti e tutelati giuridicamente significa essere consapevoli di avere determinati diritti e, soprattutto, vuol dire non sentirsi soli e lontani da tutti.

Esistono intere comunità di caregiver, quella di ISAV è un ottimo esempio!

Obbligo di assicurazione INAIL

Colui che si prende cura di un proprio caro in maniera continuativa ed esclusiva ha l’obbligo di assicurazione INAIL contro gli infortuni domestici. Ricorda che la scadenza del rinnovo della polizza INAIL è fissata ogni anno al 31 gennaio.

Per approfondire l’argomento puoi controllare la guida che INAIL ha creato nel 2019 contestualizzando tutte le attualità normative.

Conoscere in anticipo la situazione che si prospetterà alla persona non autosufficiente

La non autosufficienza può essere dovuta a diverse cause come una malattia, un infortunio o la vecchiaia ed ognuna di esse prevede un iter differente. Potrebbe capitare che in casi di infortunio il decorso sia rapido e la ripresa veloce, ma in casi di non autosufficienza conseguente a malattia o vecchiaia potrebbe persino non sussistere la possibilità di ripresa.

Prima di assumere il ruolo di caregiver è importante conoscere la situazione completa della persona di cui ci si prenderà cura, in modo da non trovarsi poi ad affrontare circostanze complesse e connotate da un aumento imprevisto della necessità di assistenza.

Tutela del caregiver in Italia

Dal 2018, l’ISTAT registra più di 7 milioni (circa il 15% della popolazione) di persone impegnate nel caregiving informale. In Italia negli ultimi anni è notevolmente aumentato l’interesse al tema e sono state sviluppate iniziative regionali ed interventi legislativi nazionali a supporto dei caregiver familiari.

Le misure che dovrebbero essere messe in atto, a copertura dei caregiver familiari, si suddividono in tre tipologie:

  • “misure di compensazione” che assicurano l’accesso all’assicurazione di malattia, ai contributi previdenziali ed alla assicurazione sugli infortuni;
  • “misure di supporto” per aiutare il caregiver nell’attività di assistenza, come consulenza e formazione;
  • “misure di conciliazione” per consentire al caregiver di trovare del tempo anche per sé stesso.

Nel 2018 la Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento che prevedeva il “Fondo per il sostegno del titolo di cura e di assistenza del Caregiver familiare”.

Mentre la Legge di Bilancio 2021 ha permesso di istituire un nuovo “Fondo per il riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale svolta dal caregiver familiare”, attraverso la dotazione di 30 milioni di euro l’anno, per il triennio compreso tra il 2021 ed il 2023.

Non autosufficienza come nuova prospettiva di vita insieme

Comunicare, parlare, condividere.

Sembrano tre azioni apparentemente semplici e scontate ma non lo sono, soprattutto quando ci si trova nella posizione del caregiver familiare. Quest’ultimo sceglie di assumere questo ruolo guidato in primo luogo dal bene e dall’affetto che prova verso l’altro individuo di cui si occuperà a lungo.

Qui da Tootela abbiamo imparato che la condivisione è un valore fondamentale per far funzionare qualsiasi tipologia di relazione, anche quella tra non autosufficiente e caregiver. Il percorso della non autosufficienza può avere durata e intensità differenti, a seconda dei casi, ma anche attraverso il dialogo è possibile normalizzare quelli che rappresentano degli ostacoli agli occhi di chi non ha mai vissuto una situazione simile.

Il Vademecum per caregiver è un ottimo punto di partenza, ma anche la tua esperienza può fare la differenza.

Tu quali consigli daresti ai caregiver familiari?

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